lunedì, 21 aprile 2008

GABER RISPONDE

Sarò sincero, dal giorno del voto ogni tanto mi sono chiesto come poter spiegare il fatto di aver votato Berlusconi anche se Berlusconi non mi piace, mi dà fastidio, mi urta, mi innervosisce, a volte mi fa dire "ma è proprio scemo!", anche.

Ho votato Berlusconi perchè il PdL è lo schieramento che meglio può portare avanti la politica come la intendo io, che difenda e venga incontro a certi bisogni dell'uomo. Anche se Berlusconi mi urta i nervi. Tutto mi è stato più chiaro oggi, in questa frase del maestro, amico Giorgio Gaber:

"Non temo Berlusconi in sè, temo Berlusconi in me".

Ciao Giorgio!

 Giorgio Gaber


Scritto da Zegio alle ore 20:19 | commenti (27)
domenica, 13 aprile 2008

ELEZIONI

Oggi si vota.

Voterò Popolo della Libertà. Tiferò Giuliano Ferrara.


Scritto da Zegio alle ore 14:06 | commenti (8)
giovedì, 20 marzo 2008

PASQUA 2008

Quindi sembrò come se gli uomini dovessero procedere
dalla luce alla luce, nella luce del Verbo,
attraverso la Passione e il Sacrificio salvati a dispetto
del loro essere negativo;
bestiali come sempre, carnali,
egoisti come sempre, interessati e ottusi
come sempre lo furono prima,
eppure sempre in lotta,
sempre a riaffermare,
sempre a riprendere la loro marcia
sulla via illuminata dalla luce;
spesso sostando, perdendo tempo,
sviandosi, attardandosi, tornando,
eppure mai seguendo un'altra via.

T.S. Eliot, Cori da "La Rocca"

Fare clik sull'immagine per ingrandirla e poi col destro "Salva immagine con nome" per scaricare il biglietto d'auguri. Mi permetto inoltre di rinviarvi QUI... Magdi Allam è stato battezzato da Benedetto XVI!

Pasqua 2008


Scritto da Zegio alle ore 00:26 | commenti (5)
domenica, 16 marzo 2008

La vita procede. La quaresima procede. Tutto procede. A quanto pare solo il blog non procede. È forse questo un problema? No, direi proprio di no. A tutti auguro una buona Settimana Santa e, anche (per chi può), delle buone vacanze. A presto.


Scritto da Zegio alle ore 10:17 | commenti (2)
lunedì, 25 febbraio 2008

Gli occhi felici di Giulianone.


Scritto da Zegio alle ore 21:25 | commenti (11)
venerdì, 22 febbraio 2008


Scritto da Zegio alle ore 23:23 | commenti (2)
mercoledì, 06 febbraio 2008

Mentre il nostro parlamento si squaglia,
mentre in America Obama, Hillary, Huckabee…,
mentre al Milan sono infortunati tutti gli attaccanti,
mentre eccetera, eccetera, eccetera…
 
inizia la Quaresima. Riconoscerci peccatori, fino a riconoscere Lui che è la sola nostra Speranza.
 

Scritto da Zegio alle ore 15:41 | commenti (3)
giovedì, 31 gennaio 2008

DI NECESSITÀ VIRTÙ:
riflessioni personali in vista di una interrogazione in filosofia.
 
Il positivismo è una corrente filosofica, nata nella prima metà dell’ottocento con Comte e diffusasi assai velocemente nella seconda metà dello stesso secolo, che si fonda sulla fiducia nel processo scientifico applicato in tutti gli ambiti della conoscenza e della vita umana.
Secondo me, data per buona questa premessa, è tanto inevitabile quanto immediato arrivare allo scientismo, cioè alla ragione che coincide con la ragione scientifica (per cui il metodo scientifico esaurisce l’uso della ragione).
 
Infatti, ritengo che l’escludere la possibilità di ottenere una qualsiasi risposta ragionevole mediante una strada differente da quella del processo scientifico sia già in partenza una enorme chiusura delle facoltà mentali dell’uomo, che non si porrà d’ora innanzi più nemmeno l’interrogativo “come posso risolvere, comprendere questo problema?”, poiché tenterà subito di procedere col metodo scientifico e, se questa via non sarà praticabile, archivierà il problema, negherà che esso sia un problema, lo escluderà dalla sfera del ragionevole.
 
Ecco, con il positivismo, che la filosofia stessa esclude la possibilità di trovare risposta alle profonde domande di significato che l’uomo ha sempre avuto e che della filosofia rappresentano proprio il punto d’origine. Essa nulla può dire su ciò che non è misurabile e quantificabile, per cui rifiuta una parte di realtà: il positivismo è una filosofia che può rispondere solo a quelle domande delle quali già conosce la via per giungere alla risposta. È forse questa una filosofia?
 
In ultima analisi, ritengo che il positivismo e, come sua immediata conseguenza, lo scientismo portino ad un tragico capovolgimento del soggetto della storia stessa: non più l’uomo, che di fronte ad ogni quesito (grande o piccolo) muove tutto sé stesso alla ricerca della via che lo possa condurre ad una risposta, ma la scienza, che si presenta all’uomo come unica possibilità di indagine del reale. È l’uomo stesso a precludersi delle strade. È lui stesso che decide di passare in secondo piano, percorrendo (potenzialmente ad occhi chiusi) l’infallibile sentiero della scienza.
Così la ragione umana si rattrappisce.
 

Scritto da Zegio alle ore 15:59 | commenti (19)
domenica, 27 gennaio 2008

"Non lo vedremo più andare in giro con quegli sgherri dietro, con quell'albagìa, con quell'aria, con quel palo in corpo, con quel guardar la gente, che pareva che si stesse tutti al mondo per sua degnazione. Intanto, lui non c'è più, e noi ci siamo. Non manderà più di quell'imbasciate ai galantuomini. Ci ha dato un gran fastidio a tutti, vedete: ché adesso lo possiamo dire."

A. Manzoni, I Promessi Sposi, cap. XXXVIII

 


Scritto da Zegio alle ore 22:39 | commenti (25)
mercoledì, 16 gennaio 2008

Oggi a pranzo raccontavo a mio papà di stamattina a scuola. Ne è saltato fuori questo.
 
MAESTRI
Tutti sempre così d’accordo nel denunciare i totalitarismi, le forme di persecuzione e di intolleranza del passato, talvolta persino di quelle prodotte dal comunismo. Nelle aule scolastiche quante settimane della Memoria, celebrazioni della Liberazione e dei Valori Repubblicani, sentiti appelli all’Accoglienza, all’Apertura e al Dialogo…
Poi, 15 gennaio 2007, un uomo di chiesa, un papa, un intellettuale, la guida di un miliardo di uomini, cacciato dalla più grande Università della città di cui è il vescovo e della nazione della quale è il primate, un ateneo per di più fondato da un altro papa nel 1303, ben prima dell’avvento dei Lumi. Tenuto alla larga in nome della laicità e dell’autonomia della ricerca, nomi nobili dell’ imperante ideologia del nulla.
Ma niente, sembra non sia successo niente.
Entri a scuola al mattino e ti attendi una parola, la proposta di un giudizio, la sollecitazione di un confronto. In fondo ieri sera un po’ tutti hanno espresso disappunto e rammarico e stamattina i giornali parlano con toni gravi di sconfitta della laicità.
Ma niente.
Al massimo qualche mezza parola tra indifferenza, imbarazzo e fastidio da chi sembra aver eretto la neutralità a vetta del pensiero e a sommo ideale di vita; scappa un cenno al fatto che, in fondo, lui –il papa– se l’è cercata con le sue idee e le sue certezze… Su ragazzi, aprite il libro a pagina 264.
Nient’altro. Salvo alla prima occasione dover risentire il ritornello circa l’insostituibile ruolo educativo della scuola (e della Scuola Pubblica), luogo di incontro di persone, esperienze ed idee…
E pensi: ci fossero più maestri. Adulti che sapessero guardare e misurarsi con il reale. Capaci di trasmettere un'at­trattiva, un fascino per la vita; persone che ci introducessero nella realtà dando evidenza alle esigenze ele­mentari di bello, buono e ve­ro che alimentano e fanno pulsare il nostro cuore. Uomini con passioni e con qualcosa di caro da difendere e trasmettere. Uomini, insomma.
 
 

Scritto da Zegio alle ore 21:14 | commenti (10)